Castelli ​di rabbia 1 csillagozás

Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia Alessandro Baricco: Castelli di rabbia

Il primo libro di narrativa di Baricco: il romanzo è ambientato nell'Ottocento, in una cittadina immaginaria, Quinnipak; è generoso nel presentare storie e personaggi, ciascuno con i suoi sogni e caratteri. E tra questi ci sono il signore e la signora Rail, che si amano di un amore tutto loro, e il bambino Penth con il suo amico Pekisch, e due bande che partono dagli estremi del paese per incontrarsi. La narrazione è costruita come un montaggio cinematografico e orchestrata come una partitura musicale.

Eredeti megjelenés éve: 1991

>!
Feltrinelli, Milánó, 2012
222 oldal · ISBN: 9788807880872
>!
Feltrinelli, Milánó, 2008
222 oldal · ISBN: 8807819694
>!
Superpocket, Milánó, 1997
256 oldal · ISBN: 8846200063

2 további kiadás


Kedvencelte 1

Most olvassa 1


Kiemelt értékelések

>!
Tilla
Alessandro Baricco: Castelli di rabbia

Hű, hogy milyen volt ez a könyv? Nem tudom, hogy akkor mondok-e róla többet, ha holnap reggelig be nem fogom a számat, vagy ha egy szót sem szólok inkább…
A Száz év magány hangulata a Novecento trombitás fickójának elbeszélésében egy gőzmozdony sebességével. Hogy is mondjam… olyan, mintha egy robogó vonat ablakán kidugnám a fejem és ott szétfeszít az arcomba csapó levegő, és az egész olyan igazi és furcsa érzés és kicsit fáj is, és kiabálni kéne de abból úgysem hallatszana semmi, úgyhogy inkább a kezemet is kidugom az ablakon és föl-le mozgatom hogy hullámozzon és ez legyen az egyetlen fókuszpontom és ne a suhanó fák meg házak. Szóval ez a könyv, mint az arcomba csapódó levegő. Ha becsukom a könyvet, becsuktam az ablakot. Ha kinyitom a könyvet, újra kihajolok az ablakon. Ha végeztem a könyvvel, leszálltam a vonatról, de ott a zsebemben a bérlet, bármikor kész vagyok visszaszállni.
Valójában gőzöm sincs, hogy miről szól ez a könyv, hogy miért ez a címe, vagy egyáltalán hogy mi ez. De a bérletem a zsebemben.


Népszerű idézetek

>!
Tilla

Intuì che scrivere una cosa significa possederla – illusione verso cui inclina una non insignificante parte di umanità.

>!
Tilla

E Tegon, che suona una specie di violino, e morirà nelle acque gelate del fiume, e Ophuls, che suona una specie di tamburo, e morirà senza accorgersene, una notte che non c'era la luna, e Rjnh, che suona una specie di flautino, e morirà in un bordello tra le cosce di una donna bruttissima, e Haddon, che suona una specie di sassofono, e morirà a 99 anni, dimmi tu la sfiga, e Kuppert, che suona una specie di armonica, e morirà sulla forca, lui e la sua gamba maciullata, e Fitt, che suona una specie di grande tuba, e morirà chiedendo pietà con una pistola puntata in mezzo agli occhi, e Pixel, che suona una specie di grancassa, e morirà senza dire nemmeno all'ultimo istante dove diavolo li aveva nascosti quei soldi, e Griz, che suona una specie di doppio violino, e morirà di fame, troppo lontano da casa sua, e Momer, che suona una specie di clarinetto, e morirà bestemmiando Dio, spezzato in due dal male bastardo, e Ludd, che suona una specie di tromba e morirà troppo presto, senza aver trovato il momento giusto per dirle che l'amava, e Tuarez, che suona una specie di grande corno, e morirà per sbaglio in una rissa tra marinai, lui che non aveva mai visto il mare, e Ort, che suona una specie di trombone, e morirà fra pochi minuti, col cuore spappolato dalla fatica o dall'emozione chissà, e Nunal, che suona una specie di organetto, e morirà fucilato al posto di un libraio della capitale che portava il parrucchino e aveva una moglie più alta di lui, e Brath, che suona una specie di flauto, e morirà raccontando i suoi peccati a un prete cieco che la gente credeva santo, e Felson, che suona una specie di arpa, e morirà impiccato a uno dei suoi ciliegi dopo aver scelto quello più grande e più bello di tutti, e Gasse, che suona una specie di xilofono, e morirà per regio decreto, con una divisa addosso e una lettera in tasca, e Loth, che suona una specie di violino, e morirà in silenzio, senza sapere perché, e Karman, che suona una specie di tromba, e morirà per un pugno troppo forte di „Bili la bestia di Chicago”, trecento dollari a chi rimarrà in piedi per tre riprese, e Waxeli che suona una specie di cornamusa, e morirà stupefatto con negli occhi l'immagine di suo figlio che abbassa la canna fumante del fucile, senza fare una piega, e Mudd, che suona una specie di tam-tam, e morirà felice, senza più paure né desideri, e Cook, che suona una specie di clarino, e morirà lo stesso giorno del Re, ma senza finire sui giornali, e Yelyter, che suona una specie di fisarmonica, e morirà cercando di salvare dalle fiamme una bambina grassa che diventerà poi famosa uccidendo il marito a colpi d'ascia e seppellendolo nel giardino, e Doodie, che suona una specie di carillon, e morirà precipitando con un pallone aerostatico sulla chiesa di Salimar, e Kudil, che suona una specie di trombone, e morirà dopo aver sofferto tutta una notte, senza un lamento però, per non svegliare nessuno.

>!
Tilla

Aveva undici anni ma li aveva in un modo molto singolare, tutto suo.
Sembrava vivesse in un acquario suo personale dove non esistevano le parole e il tempo era un rosario da sgranare con pazientissima cura.

>!
Tilla

– Matto Mormy? – chiedevano gli altri ragazzini.
– Solo lui lo sa – rispondeva il signor Rail.
La verità è che si vedono e si sentono e si toccano così tante cose… è come se ci portassimo dentro un vecchio narratore che per tutto il tempo continua a raccontarci una storia mai finita e ricca di mille particolari.
Lui racconta, non smette mai, e quella è la vita.
Al narratore che stava nelle viscere di Mormy forse si era rotto dentro qualcosa, forse qualche dolore tutto suo gli aveva messo addossso quella specie di stanchezza per cui riusciva a raccontare solo più mozziconi di storie.
E tra uno e l'altro, il silenzio.
Un narratore sconfitto da chissà quale ferita.

>!
Tilla

E tuttavia, se ad esemio si potesse nello stesso istante, proprio nello stesso istante, contemporaneamente – se si potesse stringere un ramo ghiacciato nella mano, bere un sorso di acquavite, veder volare un tarlo, toccare del muschio, baciare le labbra di Jun, aprire una lettera aspettata da anni, guardarsi allo specchio, posare la testa sul cuscino, ricordare un nome dimenticato, leggere l'ultima frase di un libro, sentire un grido, toccare una ragnatela, accorgersi che qualcuno ti chiama, farsi scappare dalle mani un vaso di cristallo, tirarsi le coperte fin sopra la testa, perdonare qualcuno mai perdonato…
Così.
Perché forse era scritto che dovessero passare tutte quelle cose in processione, prima che arrivasse quell'uomo.
Una in fila all'altra, ma anche un po' una dentro l'altra.

>!
Tilla

A Quinnipak si ha negli occhi l'infinito.
Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio.

>!
Tilla

Accadano cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.

>!
Tilla

Fare l'amore così, la notte che lui tornava, era un po' più bello, un po' più semplice; un po' più complicato che in una notte qualunque.
C'era di mezzo qualcosa come lo sforzo di ricordarsi qualcosa.
C'era di mezzo un sottile timore di scoprire chissaché.
C'era di mezzo il bisogno che fosse comunque bellissimo.
C'era di mezzo una voglia un po' impaziente, un po' feroce, che non c'entrava con l'amore. C'era di mezzo un sacco di roba.
Dopo – dopo era come: ricominciare a scrivere da una pagina bianca.

>!
Tilla

Nel senso che forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, leggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall'incontrollabile strisciare via del mondo.
Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura.
O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità.
Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vilegli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo – le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri – la più raffinata delle ritirate, questa è la verità.

>!
Tilla

Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della rima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura – un libro che inizia.


Hasonló könyvek címkék alapján

Niccolò Ammaniti: Ti prendo e ti porto via
Alessandro D'Avenia: Bianca come il latte, rossa come il sangue
Niccolò Ammaniti: Branchie
Giorgio Vasta: Il tempo materiale
Alessandro D'Avenia: Cose che nessuno sa
Federica Bosco: Innamorata di un angelo
Federica Bosco: Il mio Angelo Segreto
Margaret Mazzantini: Venuto al mondo
Luca Di Fulvio: La ragazza che toccava il cielo
Mariolina Venezia: Mille anni che sto qui